Ieri l'indice dei prezzi alla produzione (PPI) negli Stati Uniti è schizzato inaspettatamente al 6%, un massimo degli ultimi anni, e unito ai dati sull'occupazione non agricola inferiori alle attese, ha intensificato le preoccupazioni del mercato riguardo il mantenimento dei tassi di interesse elevati da parte della Fed. Le criptovalute, essendo asset tipicamente rischiosi, hanno subito il colpo. Il Bitcoin è sceso sotto il livello psicologico di 80000 dollari, innescando una reazione a catena: tra le altcoin, il BNB è salito leggermente del 2.5%, il DOGE ha guadagnato un modesto 1.3%, ma la maggior parte delle altcoin ha seguito il trend ribassista del mercato. Sul fronte degli investimenti istituzionali, sebbene questa settimana i fondi crittografici abbiano registrato il più forte afflusso netto degli ultimi mesi, la pressione per incassare profitti a breve termine rimane alta.