L'inizio del 2026 si è rivelato per l'economia americana un periodo di paradossi e manovre decisive, a volte al limite dell'avventurismo. Mentre gli indici azionari sfondano picchi storici, il settore reale e il mercato del lavoro sono rimasti bloccati in un attesa strana, e la Casa Bianca sta passando a un modello di gestione diretta da parte dello Stato sui mercati chiave.

Mercato azionario: Pirateria durante la calma

Gli indici S&P 500 e Dow Jones hanno chiuso la prima settimana completa di gennaio ai massimi storici. All'apparenza, gli investitori festeggiano, ma un'analisi più attenta rivela un «rallentamento della speranza». I principali motori sono stati i produttori di chip (Intel è salito del 10,8%, Broadcom del 4,4%), alimentati dall'ottimismo senza fine intorno all'IA.

Tuttavia, il mercato è diventato estremamente selettivo: mentre il settore militare cresce grazie alle notizie su un bilancio gigantesco, i giganti tecnologici come Salesforce cadono in disgrazia al minimo dubbio sulla redditività dei loro investimenti nell'infrastruttura per l'IA.

Mercato del lavoro: «Abbracci» al posto di lavoro

Il rapporto di dicembre sull'occupazione ha portato dati contrastanti: sono stati creati solo 50.000 posti di lavoro contro i 73.000 previsti. Tuttavia, la disoccupazione è scesa al 4,4%. Stiamo assistendo al fenomeno «low-hiring, low-firing» (poco assunzioni, pochi licenziamenti). Gli economisti lo chiamano «job hugging» (tenere stretti i posti di lavoro): le aziende temono di assumere nuove persone a causa dell'incertezza e dei dazi, ma non si affrettano a licenziare i lavoratori esistenti, ricordando il deficit di manodopera del passato.

Il mercato del lavoro è in uno stato di limbo. Questo priva la Fed del motivo per un calo repentino dei tassi a gennaio, spegnendo l'entusiasmo dei sostenitori dei soldi a basso costo.

Sbarco ipotecario: 200 miliardi di dollari nella botte

Il presidente Trump ha risolto il problema degli alloggi costosi con un semplice colpo di penna, ordinando a Fannie Mae e Freddie Mac di acquistare obbligazioni ipotecarie per 200 miliardi di dollari. L'obiettivo è forzare il calo dei tassi di credito, bloccati al livello del 6,16%.

Il mercato degli edili ha reagito immediatamente: le azioni di Lennar e D.R. Horton sono salite quasi dell'8-9%. Tuttavia, gli esperti avvertono di uno «shock della concorrenza»: se i tassi dovessero scendere e l'offerta di case non aumentasse, i prezzi degli immobili salirebbero ancora di più, annullando ogni vantaggio per gli acquirenti. Inoltre, l'uso dei fondi riservati da questi enti aumenta i rischi per i contribuenti in caso di un nuovo crisi.

Commercio: Miraggio dell'oro e muro tariffario

Il deficit commerciale degli Stati Uniti si è ridotto al minimo dal 2009 a 29,4 miliardi di dollari. Vittoria? Non proprio. Quasi il 90% di questo «successo» è stato garantito dall'esportazione esplosiva d'oro (gli investitori si sono rifugiati in beni protettivi) e dal crollo delle importazioni farmaceutiche. Le aziende hanno accumulato scorte di farmaci già in primavera per anticipare i dazi del «Giorno della Liberazione» e ora semplicemente hanno smesso di acquistare all'estero.

Sopra tutta questa struttura incombe l'ombra della Corte Suprema: la causa Learning Resources contro Trump dovrà decidere se il presidente ha legittimamente utilizzato la legge del 1977 (IEEPA) per introdurre dazi fino al 145%. Se i dazi verranno dichiarati illegittimi, lo Stato dovrà restituire agli importatori circa 150 miliardi di dollari, creando un'enorme voragine nel bilancio.

Geopolitica: Petrolio, Maduro e ambizioni ghiacciate

L'arresto di Nicolas Maduro da parte delle forze speciali statunitensi all'inizio di gennaio è stato il culmine della nuova «dottrina Trump» nel emisfero occidentale. L'obiettivo è chiaro: il controllo sulle più grandi riserve petrolifere al mondo e lo spostamento delle aziende cinesi e russe. Il presidente ha già dichiarato che le aziende americane spenderanno miliardi per riparare l'infrastruttura venezuelana e che gli Stati Uniti «controlleranno il paese» fino a quando non riteranno opportuno trasferire il potere.

Contemporaneamente, Washington intensifica la pressione su Groenlandia. La Casa Bianca definisce apertamente l'acquisto dell'isola come «priorità per la sicurezza nazionale» e non esclude uno scenario militare. L'isola è necessaria per installare il sistema di difesa missilistica «Cupolo d'Oro» e controllare le risorse artiche.

Energia e IA: Il rinascimento nucleare di Meta

Mentre i politici si dividono il territorio, i tech-giganti si dividono l'energia. Meta (ex Facebook) ha firmato contratti per 6,6 GW di energia nucleare entro il 2035. Gli supercluster di IA richiedono tanta elettricità che le reti tradizionali non ce la fanno. I contratti con TerraPower di Bill Gates e Oklo di Sam Altman trasformano Zuckerberg in uno dei principali acquirenti di energia nucleare pacifica nella storia.

Ottieni il «Bilancio militare» e il capitalismo statale

L'offerta di Trump di portare il bilancio militare a un record di 1,5 trilioni di dollari entro il 2027 (un aumento del 66% in due anni) stabilisce definitivamente le priorità. Il finanziamento di questo «bilancio della grande guerra» è previsto attraverso i ricavi doganali.

Gli Stati Uniti del 2026 sono un paese in cui lo Stato impone condizioni ai subappaltatori militari (proibendo i favori finché non accelerino la produzione) e acquista direttamente mutui ipotecari. Potrebbe trattarsi di una nuova forma di capitalismo statale, dove record di mercato convivono con un duro dittato geopolitico. Ciò potrebbe significare una cosa: le vecchie regole dell'economia non funzionano più, benvenuti all'era della «grande transazione» sotto la copertura del «Cupolo d'Oro».