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#citibank costruiscono una rete tokenizzata per fermare le stablecoin
Le banche più grandi degli Stati Uniti stanno preparando una rete di depositi tokenizzati per evitare che le stablecoin catturino i risparmi del pubblico. La piattaforma, gestita da The Clearing House, cerca di modernizzare i pagamenti senza uscire dal sistema regolato.
I depositi tokenizzati sono rappresentazioni digitali del denaro che i clienti mantengono nei loro conti bancari, registrati su una blockchain. A differenza delle criptovalute decentralizzate, questi token operano all'interno del sistema finanziario regolato e sono sostenuti dagli stessi asset dei depositi tradizionali. Il grande vantaggio è che possono essere trasferiti in modo istantaneo 24 ore su 24, ogni giorno dell'anno.
L'idea non è nuova. Diverse banche hanno sperimentato con valute digitali di uso interno, ma questa sarebbe la prima rete condivisa di portata nazionale spinta dalle maggiori entità finanziarie statunitensi. Convertendo i depositi in token, le banche conferiscono loro capacità simili a quelle delle criptovalute —rapidità, programmabilità, liquidazione in tempo reale— senza che il denaro esca dal sistema supervisionato.
La pressione è arrivata da un nemico esterno: le stablecoin, asset digitali legati al dollaro emessi da aziende come Circle (USDC) o Tether (USDT). Queste monete stabili offrono pagamenti più rapidi e economici rispetto ai bonifici bancari tradizionali, ma circolano fuori dal sistema regolato. Per le banche, rappresentano un rischio esistenziale: se i clienti migrano massicciamente i loro risparmi verso wallet cripto, perdono la materia prima con cui concedono crediti e finanziano l'economia.
Il CEO di The Clearing House, David Watson, ha descritto il progetto come “un grande movimento per le banche”. Ha aggiunto che si avvicina un futuro “radicalmente diverso” intorno ai pagamenti sulla catena.
Il tempo stringe: mentre il Congresso definisce se le stablecoin possono pagare interessi, i depositi sono già in gioco.