🚨⚡ WORLD LIBERTY FINANCIAL VS JUSTIN SUN ⚡🚨
Il mondo crypto è diventato un vero “billion‑dollar clash” tra World Liberty Financial (WLFI), il progetto legato a Trump, e Justin Sun, investitore chiave del token e fondatore di HTX.
Sun ha accusato WLFI di aver inserito nel contratto del token una “backdoor” che permetterebbe di bloccare qualsiasi wallet a discrezione del team, mentre WLFI ha replicato con un secco “SEE YOU IN COURT PAL”, annunciando una causa legale.
Tutto nasce nel 2024, quando Sun investì 30 milioni in WLFI, poi saliti a 75, diventando advisor ufficiale e dichiarando il proprio sostegno alla narrazione “DeFi for everyone”.
Il token WLFI partì a circa 0,25 dollari il 1º settembre 2025, toccando un massimo di 0,33 con solo il 20% di presale unclocked al lancio.
Tre giorni dopo, Sun trasferì 50 milioni di WLFI su HTX traendone vantaggi grazie a rendimenti altissimi per chi bloccava i presale, mentre WLFI sostiene che dietro ci fossero vendite di token collegati ai depositi altrui, usando fondi esterni come liquidità anticipata.
Il team ha poi congelato il wallet di Sun, con oltre 595 milioni di WLFI già unclocked e miliardi di vesting bloccati (valore stimato 107 milioni).
Tra febbraio e aprile 2026, WLFI ha usato il tesoro progetto per prestiti su Dolomite, mettendo miliardi di WLFI come collaterale per prenderne circa 75 milioni di stabili, di cui oltre 40 inviati a Coinbase Prime.
WLFI ha rappresentato fino al 55% della liquidità Dolomite, rendendo difficili i ritiri per gli utenti retail.
Sun accusa la “blacklist” nel contratto e la mancata trasparenza verso i votanti; WLFI ribatte che è lui a giocare la vittima per coprire le proprie mosse.
Oggi WLFI scambia a 0,079 dollari, -76% dal massimo, e il capitale congelato di Sun vale tra 43 e 45 milioni, con perdite stimate 60‑70 milioni.
Il braccio di ferro è in corso, ma la storia è già scritta sui dati on‑chain di Dolomite, Coinbase Prime e HTX.
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