C'era una volta un vecchio finanziere, oltre gli ottanta, con un patrimonio solido. Negli ultimi anni della sua vita, si è risposato con una giovane di diciotto anni.
La notte delle nozze, nella camera da letto, la luce delle candele tremolava. Il vecchio finanziere amava le cerimonie elaborate, così ha fatto rimanere un giovane lavoratore di casa per illuminare la stanza, mentre lui si preparava a letto per passare del tempo con la nuova moglie. Tuttavia, a causa della sua età avanzata, si sentiva stanco e, dopo vari tentativi, non riusciva a ottenere risultati, trovandosi in difficoltà.
La giovane moglie, vedendo la situazione, non poteva fare a meno di sentirsi delusa e infelice, il suo viso esprimeva malinconia e, con un sussurro, ha fatto capire al vecchio finanziere di fermarsi.
Il vecchio, preoccupato, amava molto la giovane sposa e non voleva che la sua prima notte di nozze fosse piena di rimpianti. Dopo aver pensato per un attimo, ha preso una decisione audace e stravagante: è sceso dal letto e ha fatto salire il giovane lavoratore al suo posto, per compiacere la nuova moglie, solo per farla felice.
Così, il giovane lavoratore, che era energico, si è sistemato a letto, mentre il vecchio finanziere ha preso la candela e si è messo in un angolo a illuminare la scena.
Il giovane lavoratore, pieno di energia, ha creato un'atmosfera calda. La nuova moglie, dimenticando la sua tristezza precedente, si è riempita di gioia, il suo atteggiamento si è disteso, mostrando piena felicità.
Il vecchio finanziere, con la candela in mano, guardava silenziosamente questa scena e, lungi dall'arrabbiarsi, ha lentamente annuito, come se avesse compreso, esclamando: “Visto? Ecco l'importanza di tenere la luce accesa!”
Quando i prezzi salgono non hai il coraggio di prendere profitto, e quando scendono non hai il coraggio di fare un'entrata. In realtà, non stai facendo trading, ma sei trascinato dalle emozioni.
Un uomo si reca in ospedale per un controllo, il dottore, dopo aver esaminato i risultati degli esami di base, inizia a chiedergli delle sue abitudini quotidiane, partendo da una domanda sul fumo. “Fumi?”
L'uomo annuisce tranquillamente, senza nascondere nulla: “Sì, fumo.”
Il dottore continua a chiedere dettagli: “Quante pacchetti fumi al giorno?”
“Tre pacchetti.” L'uomo risponde onestamente.
“Quanto costa un pacchetto di sigarette?”
“Venti yuan per pacchetto.”
Il dottore calcola i dati con calma e poi chiede: “Da quanti anni fumi?”
“Esattamente trenta anni.”
Dopo aver ottenuto tutti i dati, il dottore calcola rapidamente nella sua mente, con un tono che esprime un po' di dispiacere e insegnamento, inizia a parlare: “Secondo il tuo consumo, negli ultimi anni hai speso ventunomilanovecento yuan solo per il fumo.”
L'uomo annuisce leggermente, accettando questa cifra.
Il dottore continua a sviluppare il suo ragionamento: “Ventunomilanovecento all'anno, senza considerare l'inflazione, in trenta anni hai bruciato seicentocinquantasette mila yuan, giusto?”
L'uomo risponde con un leggero “sì”, approvando questo numero.
Vedendo ciò, il dottore inizia una lunga e sentita predica, cercando di far riflettere l'uomo: “Pensa attentamente, se all'inizio non avessi fumato e avessi messo da parte questi soldi in un conto di risparmio ad alto interesse, con l'interesse composto, dopo trenta anni ora potresti comprarti una Ferrari a pagamento completo.”
Dopo aver ascoltato il lungo discorso del dottore, l'uomo non prova né colpa né rimpianto, anzi alza lo sguardo verso il dottore e lancia una domanda che colpisce nel profondo: “E tu fumi?”
Il dottore è preso alla sprovvista e risponde istintivamente: “Io non fumo.”
L'uomo alza le sopracciglia e domanda con grande serietà: “E la tua Ferrari?”
Pensando di mettere in difficoltà il dottore, non si aspettava che il dottore, con un'espressione calma, rispondesse tranquillamente, chiudendo la conversazione: “È parcheggiata giù nel garage, perché?”
L'uomo rimane senza parole, tutte le sue obiezioni e la sua sicurezza svaniscono in un istante, e può solo rispondere a bassa voce: “Niente, volevo solo chiedere…”
Mani nel fango, piantando le piantine in campo, abbassando lo sguardo si vede il cielo riflesso nell'acqua. Solo con sei sensi puri si può seguire la via, e rendersi conto che fare un passo indietro è in realtà andare avanti.
Solo chi pianta nel proprio cuore può vedere il vasto cielo riflesso nell'acqua del proprio animo. Solo con sei sensi puri si può percorrere la strada del praticante; per entrare nella via della purezza, bisogna riflettere e tornare sui propri passi, proprio come un contadino pianta i semi, rendendosi conto che fare un passo indietro è in realtà un passo avanti.
“Avanzare” e “retrocedere” non sono concetti assoluti; se nella ricerca del desiderio la propria essenza non si eleva, allora avanzare è in realtà retrocedere; al contrario, se in mezzo a fallimenti e ostacoli si ha un risveglio interiore, allora retrocedere è in effetti avanzare.