Uno dei principali ostacoli per lo storage decentralizzato è sempre stato il compromesso tra "Efficienza vs Sicurezza". Storicamente, per garantire che un file non scomparisse se alcuni nodi andassero offline, era necessario fare dozzine di copie. Questo è chiamato replicazione completa ed è estremamente costoso. È come comprare dieci dischi rigidi solo per salvare una foto.

Il protocollo Walrus ha risolto questo con un algoritmo rivoluzionario chiamato Red Stuff. Si tratta di un sistema di codifica a cancellazione bidimensionale che sembra magia per l'utente finale, ma si basa su matematica seria. Invece di copiare il file dieci volte, Red Stuff lo suddivide in piccoli frammenti chiamati "slivers" e li sparpaglia in una rete globale di nodi.

La parte "2D" è la salsa segreta. Nei sistemi tradizionali 1D, se perdi un pezzo, spesso devi scaricare una grande porzione del file originale solo per ripararlo. Con la griglia bidimensionale di Red Stuff, se un nodo di archiviazione va offline, la rete deve solo scaricare una piccola frazione di dati—proporzionale alla dimensione della fetta persa—per guarire se stessa.

Questo porta a un fattore di replicazione di soli circa 4,5x, rispetto ai 10x o 100x richiesti dai sistemi più vecchi. Per l'utente, questo significa due cose: affidabilità incredibile (il file è al sicuro anche se due terzi della rete scompare) e costi minimi. Man mano che ci addentriamo nel 2026, questa efficienza consente a Walrus di competere direttamente con i fornitori di cloud tradizionali in termini di prezzo, offrendo al contempo la resistenza alla censura che solo una rete decentralizzata può fornire.

#walrus $WAL @Walrus 🦭/acc