La temperatura del mercato è al rosso acceso! Tra ieri e oggi, 12 gennaio 2026, si sono susseguiti eventi che sembrano usciti da un film di suspense finanziario.
Caos a Washington, Record al rifugio: L'oro rompe i 4.600 dollari
Il quadro geopolitico è esploso oggi. La notizia che domina i terminali di Bloomberg è lo scontro frontale tra l'amministrazione Trump e la Federal Reserve. Con l'indagine aperta su Jerome Powell e le minacce di Trump di intervenire sull'indipendenza della banca centrale, il mercato ha inviato un messaggio chiaro: panico sul dollaro, rifugio nel reale.
L'Oro nella Stratosfera
Per la prima volta nella storia, l'oro spot ha superato la barriera psicologica dei $4,600 dollari per oncia. Non è solo un aumento tecnico; è una dichiarazione di sfiducia verso il sistema fiduciario. Gli investitori stanno fuggendo dai titoli di stato e dal dollaro, che ha mostrato una debolezza notevole rispetto agli attivi durevoli. Se a questo aggiungiamo l'instabilità in Iran e i rumors di sequestri di riserve internazionali, abbiamo la "tempesta perfetta" per i metalli preziosi.
L'argento non rimane indietro
Seguendo la scia dell'oro, l'argento ha segnato record a $84.65 per oncia, spinto non solo dalla paura macro, ma da un deficit di offerta fisica che gli analisti di Fitch Solutions qualificano come "senza precedenti".
Cosa significa per noi?
Siamo di fronte a un cambiamento di paradigma. L'oro non è più solo per i "conservatori"; è diventato l'attivo con il rendimento strutturale più elevato fino ad ora nel 2026. La domanda per il trader è: c'è ancora spazio per entrare o stiamo assistendo al culmine dell'euforia?


