Quando mi salta un Stop Loss non mi è indifferente.
Mi infastidisce.
Mi fa male.
E per alcuni secondi provo la sensazione che il mercato stia ridendo di me.
Il problema non è perdere. Il problema è ciò che accade subito dopo.
Questo momento in cui penso: "Va bene, entro di nuovo e lo recupero".
Quell'impulso non nasce dall'analisi, nasce dall'orgoglio. Dal non voler accettare che stavolta non era il momento.
Mi è capitato più volte di quante vorrei ammettere. Ho trasformato un Stop Loss ben posto in una serie di operazioni assurde. Non perché il mercato è cambiato, ma perché io ho cambiato. Ho smesso di seguire il piano e ho iniziato a operare dalla rabbia.
Lì ho capito qualcosa di importante: dopo uno Stop Loss non sono affidabile.
Per questo mi sono imposto la regola dei 15 minuti di ghiaccio.
Se scatta lo Stop, è finita. Non commercio. Non ci sono eccezioni.
Mi alzo. Mi allontano dallo schermo. Bevo acqua. Guardo fuori dalla finestra come un idiota, se necessario.
Non faccio nulla di produttivo. E proprio per questo funziona.
Perché nel calore dell'istante credo sempre di essere "aggiustando", quando in realtà sto vendicandomi. Sto cercando di forzare il mercato a darmi ragione. E il mercato non funziona così. Non lo ha mai fatto.
Uno Stop Loss non è il problema.
Il problema è non accettare di aver perso quella battaglia e continuare a sparare.
Questa regola non mi ha fatto guadagnare di più.
Mi ha fatto perdere meno, il che è molto più importante.
Quindici minuti non risolvono una serie negativa.
Ma evitano che un errore normale si trasformi in un disastro.
Se oggi scatta uno Stop Loss e senti l'impulso di rientrare... allontanati.
Non del mercato.
Di te stesso.


