#RIOT se rinde al efectivo

Liquidazione record di Bitcoin per proteggere le proprie operazioni nel 2026

In un colpo tattico che ha scosso i tavoli degli investimenti, Riot Platforms (RIOT) ha chiuso dicembre 2025 effettuando la vendita di Bitcoin più grande della sua storia. La società mineraria si è disfatta di 1.818 #BTC , generando 161,6 milioni di dollari in liquidità immediata, proprio quando il settore affronta una delle fasi più difficili per la redditività operativa.

Vendita record e cassaforte: Riot ha ridotto le proprie riserve da 19.368 BTC a 18.005 BTC. Anche se ha venduto a un prezzo medio di 88.870 dollari (un 8% in meno rispetto a novembre), i ricavi totali dalle vendite sono balzati del 337% rispetto al mese precedente.

Produzione sotto pressione: Nonostante abbia estratto 460 BTC a dicembre (un 8% in più rispetto a novembre), il dato è inferiore del 11% rispetto a dicembre 2024. Ciò conferma che l'efficienza dell'hardware sta affrontando una difficoltà di rete sempre più vorace.

La crisi del "hashprice": La liquidazione non è un caso. Il hashprice (i ricavi per ogni unità di potenza di estrazione) si mantiene ai minimi storici, costringendo i giganti del settore a vendere le proprie riserve per coprire i costi operativi e gli investimenti in infrastrutture.

Crediti energetici in soccorso: Un dato fondamentale per il suo bilancio è stato l'ottenimento di 6,2 milioni di dollari in crediti energetici, dimostrando che la sua strategia di "mining flessibile" in Texas rimane il suo principale salvagente di fronte ai costi elevati dell'elettricità.

Riot sta smettendo di essere semplicemente un "hodler" per trasformarsi in un operatore finanziario agile. Vendendo quasi 2.000 token, l'azienda privilegia la salute del proprio flusso di cassa (cash flow) rispetto all'accumulo a lungo termine, un segnale chiaro che il 2026 sarà un anno di "sopravvivenza del più efficiente" nell'industria della miniera.

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