Un grande magnate della finanza ha detto: “Hai notato che ogni volta che una crisi finanziaria si è conclusa, i ricchi vedono esplodere la loro ricchezza, la classe media ritorna in povertà da un giorno all'altro e i poveri vivono in condizioni ancora più difficili.” Questo rivela, in una certa misura, la logica di sopravvivenza dietro il rimescolamento della ricchezza dopo una crisi finanziaria.
Non si tratta di una coincidenza fortuita della ricchezza, ma di un quadro reale tessuto dalla meccanica del funzionamento economico, dalla logica di distribuzione delle risorse e dalle differenze nella capacità individuale di affrontare i rischi.
Il nucleo dell'esplosione della ricchezza dei ricchi risiede nella loro capacità di “trasformare la crisi”. La crisi finanziaria è essenzialmente una forte oscillazione dei prezzi degli attivi: per le persone comuni è un rischio, mentre per i ricchi che controllano grandi capitali e informazioni è un'opportunità per “acquistare a basso prezzo”.
Dopo la crisi del 2008, i miliardari americani hanno approfittato dell'acquisto a basso prezzo di immobili, azioni e aziende che erano crollati, godendo dei benefici dell'apprezzamento degli attivi durante il periodo di ripresa economica; nel 2020, quando i mercati azionari globali si sono bloccati, miliardari come Musk e Bezos hanno aumentato le loro partecipazioni nelle azioni delle proprie aziende, investendo in energie rinnovabili e tecnologia, raddoppiando la loro ricchezza in un solo anno.
Inoltre, i ricchi hanno maggiori possibilità di ottenere supporto finanziario a basso costo; durante una crisi, le banche tendono a stringere i prestiti, ma ai ricchi con un alto rating creditizio e solidi attivi, offrono invece prestiti a basso interesse, aiutandoli a espandere la loro mappa patrimoniale.
Questo modello di “acquisto a basso prezzo durante la crisi e profitto durante la ripresa” fa aumentare sempre di più la ricchezza dei ricchi.
La tragedia della classe media che ritorna in povertà da un giorno all'altro deriva dalla “fragilità della struttura patrimoniale”. La maggior parte della ricchezza della classe media è concentrata in immobili, fondi azionari e reddito da lavoro, e questi attivi sono proprio i più vulnerabili durante una crisi finanziaria. Nel 2008, la classe media americana ha perso le proprie case a causa della sospensione dei mutui, mentre nel 2022, il calo dei prezzi delle case in alcune città cinesi ha portato a una “diminuzione degli attivi” per la classe media, entrambi casi tipici.
Ancora più importante, la capacità della classe media di affrontare i rischi dipende fortemente da un “reddito stabile”; se una crisi provoca licenziamenti aziendali e contrazione del settore, la rottura delle fonti di reddito, unita a spese rigide come mutui, prestiti auto e istruzione dei figli, fa crollare all'improvviso la “vita dignitosa” che prima aveva.
La fonte della vita ancor più difficile per i poveri risiede nella loro “doppia mancanza di risorse e opportunità”. #btc
