Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che un accordo per porre fine alla guerra con l'Iran sarà firmato oggi, domenica, mentre il passo verso la riapertura dello Stretto di Hormuz per la navigazione globale avverrà immediatamente. Nel frattempo, i media ufficiali e i funzionari a Teheran hanno mostrato un chiaro scetticismo riguardo a questo tempismo immediato.
In una prima reazione del mercato, l'indice EGX30 è salito di oltre il 2,2% e anche l'indice TASI è aumentato dello 0,45%. Se si firma l'accordo, ci si aspetta un rally collettivo nei mercati, con oro e Wall Street che saliranno in modo significativo.
Trump ha confermato in un post sulla piattaforma "Truth Social" che la firma avverrà in modo elettronico, sottolineando che lo stretto sarà aperto a tutti non appena la firma sarà completata. Ha anche accennato che gli Stati Uniti collaboreranno con l'Iran in un secondo momento per estrarre l'uranio arricchito sepolto sotto le montagne e distruggerlo, esprimendo la sua speranza per una collaborazione a lungo termine con Teheran e il Medio Oriente, concludendo il suo discorso con una minaccia velata che, in caso di fallimento dell'operazione, Washington ha un'alternativa massima.
D'altra parte, l'agenzia di stampa iraniana "Fars" ha riportato da una fonte vicina al team negoziale che Teheran non ha ancora annunciato la sua decisione finale riguardo al memorandum proposto noto come "Memorandum di Islamabad", sottolineando che le revisioni politiche, legali e tecniche sono ancora in corso, in mezzo a proteste da parte di correnti conservatrici nella città di Mashhad contro possibili concessioni.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baqaei, ha invitato a essere cauti riguardo alla fissazione di una data precisa per la firma, escludendo che avvenga immediatamente e chiarendo che la firma nei prossimi giorni è possibile, ma è necessaria cautela a causa delle esitazioni dell'altra parte, specialmente perché l'Iran insiste sulla gestione dello stretto come strumento di deterrenza mentre la parte americana rifiuta qualsiasi imposizione di pedaggi.
Da parte sua, l'amministrazione americana non ha rilasciato un commento immediato per chiarire i dettagli dell'accordo, mentre il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif ha confermato che le parti sono più vicine alla pace che mai, prevedendo una risoluzione delle questioni e sottolineando che le trattative tecniche inizieranno presto.
In questo contesto, il vice primo ministro pakistano Muhammad Ishaq Dar ha dichiarato di aver discusso i dettagli finali dell'accordo con il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan, con entrambi i lati che hanno accolto con favore il raggiungimento delle fasi finali e la cerimonia di firma elettronica imminente, con speranze regionali che questo passo, che comprende il sollievo delle sanzioni e la concessione di esportazioni di petrolio limitate in cambio di calma, garantisca una stabilità duratura e resistente nella regione.
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