Il Bitcoin ha guadagnato un po' di momentum positivo dopo i recenti dati sull'inflazione americana, ma questa gioia non è durata a lungo. L'aumento delle tensioni politiche globali ha nuovamente messo pressione sul mercato crypto e il Bitcoin ha perso la sua recente crescita.
Con i dati sull'inflazione americana che sono risultati in linea con le aspettative, gli investitori speravano che la Federal Reserve non aumentasse ulteriormente i tassi di interesse nel prossimo futuro. Grazie a questa speranza, il prezzo del Bitcoin è salito temporaneamente sopra i 62.400 dollari.
Tuttavia, la situazione è cambiata quando il presidente americano Donald Trump ha rilasciato dichiarazioni dure contro l'Iran e ha accennato a possibili azioni militari. Dopo queste dichiarazioni, i mercati finanziari globali hanno mostrato nervosismo e gli investitori hanno iniziato a allontanarsi dagli asset rischiosi.
L'effetto di questa tensione non si è limitato solo al mercato crypto, ma il prezzo del petrolio è salito a quasi 90 dollari al barile. Gli esperti ritengono che se la situazione in Medio Oriente dovesse peggiorare ulteriormente, l'offerta di energia potrebbe essere influenzata, esercitando una pressione aggiuntiva sull'economia globale.
D'altra parte, i dati on-chain mostrano che un gran numero di possessori di Bitcoin è attualmente in perdita. Secondo alcuni analisti, il livello di 60.000 dollari per Bitcoin è estremamente importante. Se il prezzo rimane sopra questo livello, è possibile un movimento verso i 64.000 dollari, ma se questo supporto viene rotto, potremmo vedere un ulteriore calo.
In generale, si può osservare che attualmente le condizioni politiche globali hanno un impatto maggiore sui mercati crypto rispetto ai dati economici. Gli investitori stanno ora monitorando non solo l'inflazione e i tassi d'interesse, ma anche la situazione in Medio Oriente con molta attenzione.
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