Il grande tema nei rapporti è la frammentazione e il confronto geo-economico.

1. Il rischio energetico del Medio Oriente è il principale fattore di oscillazione

- Il conflitto Iran-Israele-USA ha già interrotto il trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz, che gestisce circa il 20% del petrolio/gas globale.

- Barclays mantiene una previsione di $100/bbl per il Brent nel 2026, ma afferma che i rischi sono inclinati verso l'alto a causa del crollo delle scorte e delle basse esportazioni attraverso Hormuz.

- L'UE ha ridotto la crescita dell'eurozona per il 2026 allo 0,9% e ha aumentato l'inflazione al 3,0% citando lo shock energetico.

- Se Hormuz rimane limitato, aspettati prezzi più alti per il petrolio, costi più elevati per fertilizzanti/logistica e inflazione secondaria nei mercati emergenti.

2. Confronto geo-economico > conflitto militare nelle classifiche di rischio

Il Rapporto sui Rischi Globali del WEF 2026 classifica il “confronto geo-economico” al primo posto per il 2026. Restrizioni commerciali, sanzioni, dazi e controllo su minerali/AI/tecnologia sono gli strumenti principali. Il 68% degli intervistati si aspetta un ordine multipolare/frammentato nel prossimo decennio.

3. Altri pressioni

- Il conflitto armato statale è il secondo rischio a breve termine. Ucraina, Medio Oriente, Venezuela e parti dell'Asia sono tutte attive.

- L'insicurezza informatica è schizzata: incremento del 266% delle intrusioni nel cloud da parte di attori statali.

- Gli attacchi abilitati dall'AI sono aumentati dell'89%.

Prospettive del mercato azionario internazionale per il 2026

Il consenso è positivo ma più lento, con maggiore volatilità.

1. Azioni

- Sondaggio di Reuters: La maggior parte degli indici globali dovrebbe scambiare più in alto entro la fine del 2026, ma non ripeterà la forte corsa del 2025. Il 56% degli analisti si aspetta una correzione.

- Gli obiettivi dell'S&P 500 si raggruppano intorno a 7.100–8.100 per la fine del 2026. Goldman, JPM, Morgan Stanley si aspettano tutti un “mercato rialzista in espansione”, ma con rendimenti inferiori rispetto al 2025.

- Goldman prevede una crescita globale robusta del 2,8% nel 2026, con gli Stati Uniti che superano a 2,6%.

2. Internazionale vs USA

- Le azioni internazionali hanno avuto un forte recupero nel 2025, in aumento di circa il 26% e superando l'S&P 500.

- Fidelity e Schwab vedono opportunità continue nel 2026 grazie a valutazioni più basse rispetto agli Stati Uniti, alla catena di approvvigionamento dell'AI in Asia, alla spesa per difesa/infrastrutture in Europa e alle riforme aziendali in Giappone.

- La crescita in Europa è “non straordinaria” a circa l'1%. La crescita della Cina è tiepida a causa delle pressioni deflazionistiche.

3. Driver chiave del mercato e rischi

- Petrolio/Inflazione: L'alto costo del petrolio mantiene l'inflazione appiccicosa. Se il petrolio rimane alto, la Fed/ECB potrebbero aumentare o mantenere i tassi elevati, il che è negativo per le azioni.

- Tassi di interesse: si prevedono tagli da parte della Fed, ma in ritardo. Il rendimento a 30 anni degli Stati Uniti ha recentemente superato il 5%, il più alto dal 2007.

- Valutazioni dell'AI: L'AI è il principale motore, ma le valutazioni sono tese. Una vendita nell'AI potrebbe riversarsi nei mercati più ampi.

- Variazioni valutarie: USD e JPY hanno perso parte del loro status di rifugio sicuro. La correlazione oro/azioni è crollata.

Cosa significa questo per il posizionamento

1. Aspettati rotazioni, non un chiaro bull run: AI/tecnologia continua a guidare, ma valore, energia, utilities, materiali stanno attirando più attenzione come coperture.

2. Geopolitica = volatilità: I mercati stanno prezzando un premio per il rischio di $4–10/bbl sul petrolio. Qualsiasi notizia su Hormuz o colloqui USA-Iran muove sia il petrolio che le azioni nello stesso giorno.

3. La diversificazione al di fuori degli Stati Uniti sembra più attraente di quanto non sia stata in un decennio, specialmente per la difesa in Europa, il Giappone e alcune giocate in AI nei mercati emergenti.

4. Fai attenzione al rischio di stagflazione: Alto costo del petrolio + crescita rallentata = il principale caso ribassista per il secondo semestre del 2026.

In sintesi: il 2026 sembra una “crescita robusta, posti di lavoro stagnanti, prezzi stabili” a livello globale, ma con più ostacoli da geopolitica ed energia. Le azioni possono salire se gli utili dell'AI si mantengono e Hormuz si calma. Se l'energia rimane disturbata, inflazione e volatilità rimarranno elevate.

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