Fratelli, ci sono grandi notizie dall'America! Il chief legal officer di Coinbase, Grewal, ha recentemente fatto sapere che il fondamentale progetto di legge sulla struttura del mercato delle criptovalute è in via di avanzamento. Anche se ora i due gruppi stanno litigando animatamente su "se le stablecoin possano o meno generare interessi per gli utenti", Grewal trasmette ottimismo, dicendo che ora tutti capiscono che, sebbene il meccanismo di ricompensa sia allettante, gli altri contenuti della legge che possono aiutare Trump a realizzare il sogno di una "capitale globale delle criptovalute" sono il vero fulcro.
In parole povere, ora le banche stanno cercando disperatamente di fare pressione per includere la clausola "vietare alle piattaforme di generare guadagni dalle stablecoin inattive" in questo progetto di legge, temendo che tutti ritirino i soldi dalle banche per depositarli sulla blockchain e guadagnare interessi. Ma Grewal ha risposto direttamente, dicendo che non ha visto alcuna fuga di depositi su larga scala, e ha esortato le banche a non collegare questa questione alle loro difficoltà operative. Secondo lui, il comitato bancario del Senato terrà un'udienza nelle prossime settimane e poi voterà, quindi questa questione sta per concretizzarsi.
Dietro tutto questo c'è in realtà una battaglia per il "portafoglio". Da una parte ci sono i giganti della finanza tradizionale che si attaccano alle vecchie regole, temendo che la torta venga divisa; dall'altra parte ci sono pionieri delle criptovalute come Coinbase, con Armstrong che è sceso in campo diverse volte per opporsi, affermando chiaramente che queste restrizioni soffocano l'innovazione e danneggiano i consumatori. A dire il vero, ora il prezzo delle azioni di Coinbase (COIN) è sceso del 50% negli ultimi sei mesi seguendo il mercato, e ieri sera è sceso a 172.99 dollari; se la legge può davvero rimuovere gli ostacoli, potrebbe essere la "straw" più concreta per la piattaforma e per l'intero settore.