Gli ETF crypto dovevano segnare l'ingresso definitivo degli investitori istituzionali nell'ecosistema. Pochi mesi dopo, la realtà è più mista. Mentre il mercato cerca di identificare un minimo, si sta ampliando un chiaro divario tra bitcoin ed Ethereum. Le ultime cifre mostrano che i detentori di ETF ETH si trovano in una posizione significativamente più esposta rispetto ai loro omologhi investiti in ETF Bitcoin. Un disequilibrio che solleva interrogativi sulla forza relativa dei due asset durante questa fase di correzione.

In breve

Gli investitori in ETF Ethereum si trovano in una posizione più fragile rispetto a quelli esposti a Bitcoin, secondo gli ultimi dati di mercato.

Il prezzo medio di ingresso stimato dei detentori di ETF ETH, intorno ai 3.500 dollari, li colloca più in una situazione di perdita non realizzata rispetto agli investitori di ETF BTC.

Gli asset sotto gestione sono drasticamente diminuiti rispetto ai loro picchi, con una contrazione più significativa dal lato di Ethereum.

Nonostante la correzione, gli ETF Bitcoin mostrano stabilità relativa della posizione, con una quota limitata di asset liquidati.

Posizioni indebolite per gli ETF di Ethereum

Mentre le vendite sono sempre più massicce nel settore delle criptovalute, il divario tra la situazione dei detentori di ETF Bitcoin e quella dei detentori di ETF Ethereum si basa su dati numerici precisi evidenziati e commentati dall'analista ETF di Bloomberg James Seyffart.

Si stima che gli investitori in ETF ETH siano “in una posizione più difficile” rispetto ai loro omologhi esposti a bitcoin. Diversi indicatori illustrano questo squilibrio.

Il prezzo medio di ingresso stimato degli ETF Ethereum: circa 3.500 dollari, un livello superiore ai prezzi attuali dell'asset, collocando gran parte degli investitori in una situazione di perdita non realizzata.

Il prezzo medio di ingresso degli ETF Bitcoin: 84.063 dollari, collocando i detentori di BTC in una situazione relativamente meno degradante.

Asset sotto gestione degli ETF Bitcoin: 85,76 miliardi di dollari, rispetto a un picco di 170 miliardi di dollari nell'ottobre 2025.

Asset sotto gestione degli ETF Ethereum: 11,27 miliardi di dollari, rispetto a un picco di 30,5 miliardi di dollari.

Questi dati riflettono un netto calo degli asset sotto gestione per entrambi i prodotti, con una contrazione particolarmente severa per Ethereum. La differenza nel prezzo di ingresso gioca un ruolo centrale nell'attuale esposizione al rischio. Pertanto, gli investitori in ETH sono più lontani dal loro punto di pareggio rispetto ai detentori di ETF BTC.

Flussi sostenibili e una dinamica di mercato tesa

Oltre al semplice livello del prezzo di ingresso, le dinamiche di flusso forniscono ulteriori approfondimenti. Nonostante la correzione, solo circa il 6% degli asset degli ETF Bitcoin è stato liquidato, suggerendo una resilienza relativa dei detentori. Questa stabilità contrasta con la situazione di Ethereum, dove i flussi negativi persistono e non appare alcun chiaro segnale di inversione in questa fase.

Il contesto macroeconomico aumenta questa pressione. Infatti, la maggiore volatilità nei mercati tecnologici e l'incertezza economica generale pesano sugli asset rischiosi. In questo contesto, Ethereum sembra soffrire una sensibilità più acuta rispetto a bitcoin. Diversi miliardi di dollari di perdite non realizzate per i detentori di ETF ETH rafforzano l'idea di una posizione più vulnerabile.

Il divario tra i Bitcoin e gli ETF di Ethereum riflette una differenza nella resilienza in un mercato ancora instabile. I flussi istituzionali in arrivo saranno decisivi. Se Bitcoin mantiene una base solida, l'evoluzione del prezzo di ETH determinerà la capacità di Ethereum di ridurre questo ritardo e ripristinare la fiducia degli investitori.

#CPIWatch