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Dopo il bombardamento aereo effettuato da Israele all'interno del territorio iraniano, descritto dal ministro della difesa israeliano come un "colpo preventivo", i mercati globali affrontano una sfida cruciale: riusciranno a contenere le ripercussioni di questa improvvisa escalation geopolitica?

Queste tensioni hanno immediatamente gettato ombre sugli indici di mercato; mentre i prezzi del petrolio sono aumentati, le azioni asiatiche e i futures sulle azioni americane hanno visto un calo, e il dollaro ha recuperato le perdite precedenti con un crescente desiderio degli investitori di abbandonare le attività ad alto rischio.

Le prossime ore determineranno il destino del mercato: scenari di risposta iraniana.

Gli analisti ritengono che i prossimi giorni saranno decisivi per determinare la direzione dei mercati. Le notizie sul bombardamento israeliano hanno riacceso le preoccupazioni geopolitiche e la continuazione di questo sentimento cauto dipende dalla natura della reazione di Teheran nelle prossime 24-48 ore.

Il primo scenario: contenimento limitato.

Se la risposta iraniana sarà limitata e i flussi energetici rimarranno ininterrotti, l'esperienza storica suggerisce che l'ondata di rischio potrebbe svanire rapidamente. In tali casi, i mercati tendono a digerire i traumi iniziali e tornare sul loro percorso fondamentale.

Il secondo scenario: escalation e volatilità.

D'altra parte, qualsiasi indicazione di una risposta di rappresaglia significativa da parte dell'Iran, o di interruzioni nelle forniture di petrolio e gas, manterrà i livelli di volatilità elevati. Questo scenario porterà i prezzi del petrolio e le attività sicure come l'oro e i titoli di stato americani a ulteriori aumenti, con un notevole calo delle attività ad alto rischio come le azioni e le criptovalute.

Un improvviso cambiamento nel sentimento del mercato: dall'ottimismo alla cautela.

Il bombardamento israeliano ha segnato un cambiamento brusco nel sentimento del mercato, che era caratterizzato dall'ottimismo la notte prima dell'attacco. L'ottimismo riguardo al settore tecnologico e il calo dell'inflazione stavano spingendo il mercato verso il rischio, ma il colpo diretto all'Iran ha capovolto questa narrativa.

Questo scenario ricorda precedenti punti di accensione come l'omicidio di Qassem Soleimani nel 2020 e gli attacchi alle petroliere nel 2019, dove i mercati hanno mostrato reazioni iniziali simili di aumento dei prezzi del petrolio e forza nei titoli di stato americani e nel franco svizzero.

Ora la chiave sta nella misura in cui queste evoluzioni vengono contenute; la storia mostra che il trauma svanisce spesso se l'escalation è limitata.

Gli investimenti si stanno dirigendo verso i beni rifugio: indicatori chiave.

I mercati stanno monitorando da vicino qualsiasi ulteriore indicazione di escalation delle tensioni, spingendo gli investitori a cercare attivamente beni rifugio. Questo comportamento di avversione al rischio significa:

Lo yen giapponese e i titoli di stato americani: ci si aspetta che continuino ad attrarre flussi di acquisto.

Attività ad alto rischio: potrebbero subire un notevole calo man mano che gli investitori si allontanano da esse.

Oro: è un indicatore chiave di protezione contro i rischi geopolitici e l'inflazione potenziale, e continuerà a mantenere la sua attrattiva.

Petrolio: i suoi movimenti rimangono direttamente legati alle previsioni di approvvigionamento dalla regione, e qualsiasi minaccia allo stretto porterà a ulteriori aumenti.