Scaccomatto del
#TRUMP al petrolio?
Gli Stati Uniti aprono la "mano" con l'Iran per evitare uno shock energetico mondiale
LA STRATEGIA DELLA "VALVOLA DI SFIATO"
In un giro inaspettato che cerca di raffreddare i mercati prima che il crudo incendi l'economia globale, il Segretario del Tesoro, Scott Bessent, ha confermato che Washington sta consentendo deliberatamente il transito di petroliere iraniane per lo Stretto di Hormuz. La consigna è chiara: evitare il disservizio mondiale a tutti i costi, anche se ciò significa lasciare che il "nemico" esporti i suoi barili.
Il petrolio si ritira: Dopo le dichiarazioni di Bessent, i prezzi hanno reagito al ribasso. Il
#WTI (Crudo degli Stati Uniti) ha subito una caduta drammatica del 5,17%, posizionandosi a $93,61, mentre il
#brent ha ceduto un 2,54% per tornare alla barriera dei $100,52.
Realpolitik nello Stretto: Nonostante la guerra e la presenza della Marina statunitense, l'Iran continua a muovere circa 1,5 milioni di barili al giorno, principalmente verso l'India e la Cina. Gli Stati Uniti puntano su un'apertura "naturale" del flusso commerciale prima di imporre scorte militari massive.
L'obiettivo: Crudo a $80: Bessent è stato categorico nel proiettare che, una volta concluso il conflitto, il petrolio dovrebbe crollare sotto gli 80 dollari. Inoltre, ha categoricamente smentito che il governo stia intervenendo nei mercati dei futures per manipolare i prezzi.
La coalizione che viene: Mentre Trump preme sulle nazioni dipendenti del Golfo affinché condividano il carico della sicurezza, il mercato respira leggermente nel vedere che la rotta commerciale più importante del mondo (20% dell'offerta globale) non è completamente sigillata.
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